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Il Borgo e la Rocca Medioevale di Torino costituiscono l’insieme di un museo, sia pure sui generis, sulla particolare architettura di un determinato periodo storico, appunto quello del medioevo.

caratteristiche

Il borgo è, di fatto, più simile ad un sito archeologico-monumentale e nacque all’interno del Parco del Valentino come padiglione dell’Esposizione internazionale che si svolse a Torino dall’aprile al novembre del 1884.

Destinato alla demolizione al termine dell’Esposizione Internazionale, divenne museo civico nel 1942.

Si tratta di una riproduzione abbastanza fedele di un tipico borgo tardo medievale in cui sono ricostruite vie, case, chiese, piazze, fontane e decorazioni dell’epoca circondato da mura e fortificazioni e sovrastato da una rocca. Vi si accede attraverso una torre-porta.

Nel borgo sono inoltre presenti sin dal 1884 botteghe artigianali.

La Rocca

La Rocca è costituita da quattro piani: il piano interrato che ospita le prigioni; il piano terra invece l’ingresso, l’atrio, il cortile, il camerone dei soldati destinato ad ospitare i mercenari, le cucine e la sala da pranzo; il primo piano ospita la camera del guardiano che controllava l’accesso al ponte levatoio, l’antisala e la sala baronale, la camera da letto ispirata alla camera del Re di Francia del castello di Issogne, l’oratorio, la stanza della Damigella, e la cappella.

Progettisti e consulenti

Il Borgo fu realizzato fra il 1882 e 1884 da un gruppo di artisti e intellettuali coordinati dall’architetto portoghese Alfredo d’Andrade.

Fecero parte della commissione che si occupò della realizzazione del Borgo:

* Vittorio Avondo,
* Riccardo Brayda,
* Edoardo Balbo Bertone di Sambuy,
* Edoardo Calandra,
* Giuseppe Giacosa,
* Alberto Maso Gilli,
* Carlo Nigra,
* Federico Pastoris,
* Casimiro Teja,
* Pietro Vayra

Modelli

La costruzione del borgo e della rocca è ispirata a numerosi castelli del Piemonte e della Valle d’Aosta: il cortile della Rocca è una copia fedele del Castello di Fénis, la fontana del melograno del Castello di Issogne, la chiesa del borgo dalla chiesa di Avigliana.

Gli altri modelli utilizzati sono:

* il castello di Verrès,
* il Palazzo Serralunga presso Alba,
* la cinta muraria con torri,
* Casa Aschieri e la Locanda della Croce Bianca presso Bussoleno,
* la Casa di via Borgo Vecchio detta del Gran Bastardo di Carignano,
* la Casa dei Villa presso Chieri,
* la Chiesa di San Giovanni Battista e il portico di via Vittorio Emanuele presso Ciriè,
* la Casa di Re Arduino presso Cuorgnè,
* il castello di Ivrea,
* il castello di Manta,
* la Casa dei Bressani di Mondovì,
* il castello di Montalto Dora,
* la Torre-porta del Ricetto di Oglianico,
* la fontana di Oulx,
* il castello di Ozegna,
* il castello di Pavone Canavese,
* il Palazzo del Senato presso Pinerolo,
* la Parrocchiale dei SS. Vito e Modesto e la Chiesa della Confraternita di Piossasco,
* il Castello di Malgrà presso Rivarolo Canavese (per le pitture murali esterne),
* la Precettorìa di Sant’Antonio di Ranverso,
* il castello di Strambino,
* la Chiesa di San Giorgio presso Valperga.

Testo disponibile nel rispetto dei termini della GNU Free Documentation License.

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